VINCI - il percorso che segue le orme di Leonardo
C’era un tempo in cui la piccola località di Vinci era soltanto… Vinci. Il suo basso, per non dire anonimo profilo è cambiato radicalmente con l’affermazione nella storia dell’uomo di un tale Leonardo, che ha letteralmente legato il proprio nome al paesello toscano in provincia di Firenze, nascendoci, vivendoci e in seguito portandolo alla ribalta nel mondo quale cognome illustre di provenienza:
allora quel Vinci diventa più di un luogo sperduto sulle pendici del Montalbano, s’erge a culla geografica meritoria di un’immortalità guadagnata da un genio delle arti.
Se i caratteristici vicoli medievali e le panoramiche vedute sulle colline circostanti potrebbero da soli giustificare una visita, è però il percorso che segue le orme di Leonardo ad attrarre gran parte dei visitatori appassionati del genio.
L’escursione vera e propria inizia imboccando la Strada Verde, seguendo le indicazioni per la Casa Natale di Leonardo, in località Anchiano.
Vi consigliamo di fare una “deviazione” per ammirare il parco artistico di Acquaria, una vera “collina” intrisa di arte e installazioni.
Qui ad esempio, tra due filari di ulivi, si trova una riproduzione dell’impianto della “vigna di Leonardo”.
Il Genio, infatti, era un appassionato di vino e sognava di avviare una produzione di Malvasia di Candia Aromatica sulle “sue” amate colline toscane.
Il percorso, consente di ammirare alcune delle aree terrazzate più caratteristiche del Montalbano e di inoltrarsi nella ombrosa Vallebuia, conosciuta anche come Valle dei Mulini, dato che lungo il rio si possono trovare i resti di antichi edifici.
Il torrente, immerso in un bosco di cerri e castagni e ammantato nell’alveo da una galleria di ontani neri, è ricco di cascate e pozze piene di vita.
Continuando il cammino, passiamo a fianco del Mulino della Doccia, citato da Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico.
Leonardo, infatti, ricorda il «molino della Doccia di Vinci»
in rapporto ad alcune osservazioni relative alle tecniche di macinazione dei colori usati in pittura.
Un documento del 1478, conservato all’Archivio di Stato di Firenze, attesta che un altro mulino, situato nei dintorni del primo, fu affidato in gestione, con l’obbligo della sua ristrutturazione, al padre e allo zio di Leonardo.
Quest’ultimo si vide garantito il diritto a ereditarne i benefici.
I resti delle strutture di questi mulini, in particolare delle gore, sono ancora visibili.
Tra ulivi secolari e i colori della tipica campagna toscana, si percorre l’itinerario finché non si arriva alla casa natale ad Anchiano.
I documenti storici riportano che il padre di Leonardo, Ser Piero,
acquistò l’immobile e, nel 1504, dopo la sua morte, venne ereditata dai fratellastri di Da Vinci.
Oggi quella casa e diventata un museo, al suo interno è allestita un’esposizione permanente che comprende anche riproduzioni di disegni e testi leonardiani, una mappa del Valdarno e installazioni multimediali.












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