SPADA NELLA ROCCIA IN ITALIA

   

La storia e la leggenda di re Artù sono intimamente legate alla magica e misteriosa spada: come mago Merlino aveva annunciato, solamente l'uomo in grado di estrarre la spada nella roccia sarebbe diventato re; 

Artù, inginocchiato di fronte alla roccia, fece proprio questo: prese la spada, la portò con sé fino alla Cattedrale e la depose sull'altare. 

Va detto, però, che sebbene Excalibur sia spesso identificata con la spada nella roccia, specie nelle versioni recenti del mito arturiano, in numerose opere sono due spade distinte.

  Il bello della storia è che è vera e con un protagonista esistito in carne ed ossa: quella spada nella roccia si trova al suo posto da ben prima che si diffondesse la saga del leggendario condottiero britannico Re Artù, figura centrale nelle vicende raccontate nel XII secolo da Goffredo di Monmouth e dallo scrittore francese Chrétien de Troyes e poi ancora nel poema medievale “Parzival” di Wolfram von Eschenbach datato 1210. 

Questa è la spada nella roccia di San Galgano, nato a Chiusdino nel 1148. Siamo in Toscana, a due passi dalle rovine della magnifica Abbazia cistercense.



  L’abbazia è stata costruita fra il 1220 e il 1268, proprio accanto alla Rotonda, ovvero l’Eremo di Montesiepi, a sua volta eretto sopra alla capanna sulla collina dove San Galgano visse il suo ultimo anno di vita, proprio dove aveva infisso la sua spada nella roccia per confermare la conversione dopo una vita dissoluta.

 L’episodio accade ben prima del 1181, anno di morte del santo, e documentato negli atti del processo di beatificazione del 1185, quando inizia pure la costruzione della Rotonda.



  In ogni caso di spade infisse nella roccia, in giro ce ne sono diverse, soprattutto in Gran Bretagna: l'abbazia di Melrose, l'abbazia di Kelso e l'abbazia di Jedburg in Scozia, l'abbazia di Tintern in Galles, l'abbazia di Cashel in Irlanda, quelle di Eldena in Germania, di Beauport a Paimpol (Bretagna) e il Convento do Carmo a Lisbona.




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