“Io ballo da sola“
“Io Ballò da Sola” di Bernardo Bertolucci.
Lo scenario incantato del Chianti senese entra nella telecamera del regista premio Oscar. L’ispirazione per il film venne a Bertolucci dalla frequentazione di un gruppo di artisti stranieri che avevano scelto di ritirarsi nel Chianti alla fine degli anni 60, e in particolare il pittore, scultore e scrittore Matthew Spender…
E la storia che ha ispirato il film è accaduta per davvero. Un’estate si fermò un’amica di loro figlia, arrivata dall’Inghilterra in Italia appositamente per perdere la verginità.
Un viaggio lontano miglia e miglia da casa. Un viaggio di scoperta e maturazione. Una pellicola questa capace di unire il meglio della vita bucolica con le sbucciature del crescere. Le tinte umane inondano il sole delle fertili colline toscane. Muse invisibili sussurrano da ogni poggio il prossimo ciak.
C’è tanto rosso: le labbra e la gonna di Liv Tyler, le ciliegie, la tenda, il vestito della Sandrelli, il maglione di Ignazio Oliva. E c’è una particolare bravura nelle scene notturne come quando Lucy legge il diario con la candela tra i suoi piedi. Rubare la bellezza attraverso i fotogrammi, basta: Liv Tyler guarda in macchina e tutto l’intorno sparisce.

Ascoltata col walkman, il canto liberatorio della canzone Rock Star (Hole) della protagonista accende il proprio cammino per la sua prima volta in mezzo alla natura. Uno scenario incantato nei pressi di S. Regolo, piccola frazione di Gaiole in Chianti(Si). Lucy perde la verginità sotto due grandi querce ancora lì, che paiono piantante per scambiarsi promesse eterne o anche un solo ricordo imperituro.
“Twenty-five years I'm alive here still/ Trying to get up that great big hill of hope/ For a destination “25 anni e la mia piccola vita sta ancora cercando di tirare su quel grande monte di speranze per una destinazione” cantava in quegli anni il gruppo delle Four Non Blondes.
Io ballo da sola è una piccola poesia capace di sbocciare in un mondo che stava cambiando, dove i giovani si battono per mantenere unici i propri sentimenti e i non più adolescenti parlano già di treni senza più dormiveglia.
Una curiosa coincidenza questo sovrapporsi di anniversari, che è anche un modo per ritornare sulle tracce di un piccolo film domestico allora inaspettato, che Bertolucci realizzò dopo un kolossal internazionale.
Ecco alcune delle location in cui è stato girato il film:
Brolio, Castiglion Fiorentino, Arezzo, Italia
Stazione, Siena, Italia
San Regolo, Gaiole in Chianti, Siena, Italia
Villa Bianchi Bandinelli, Geggiano, Castelnuovo Berardenga, Siena, Italia
Villa Spender, San Sano, Gaiole in Chianti, Siena, Italia.
“Una rondine costruisce il suo nido nel soffitto di un casolare
tra le morbide colline toscane,
dove nei pomeriggi di una torrida estate
le cicale cantano tutto il giorno.
Un baule polveroso che contiene un vecchio vestito,
attende da tempo di essere aperto
e poter regalare un sorriso e un ricordo.
Le campane suonano.
Il profumo dei fiori è inebriante.
Il sole tramonta regalando un'altra volta
uno spettacolo bellissimo.
Poesia.
Un ultimo raggio di sole e poi arriverà la notte,
con le sue promesse,
le sue bugie.
La bellezza sta nelle piccole cose
e negli occhi di chi la sa cogliere.
Non è retorica,
non è una frase fatta,
è la verità …”







Il mio film preferito…
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